*1) È ancora necessario al bon quadernieri sapere retrattare, o vòi dire stornare a la fiorentina, una partita che per errore havesse posta in altro luogo che ella dovesse andare, comme se l’avesse messa in dare e doviala ponere in havere... (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., cap. 31)
2) E dirai: “E dè dare lire 50, soldi 10, denari 6, sonno per la partita d’incontro segnata croci”, che si storna, perché era errata e non haveva a essere. (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., cap. 36)
Da tornare (cfr. DELIN s.v. tornare). Il v. è att. in volg. a partire da un componimento di Federico II (ante 1250; cfr. TLIO s.v. stornare, § 2), nell'accezione di 'allontanare o indirizzare altrove (in partic. qno o qsa che rappresenta un male, un danno, un pericolo)'. Con il valore tecnico ancor oggi in uso, nel corpus di rif. stornare è doc. unicamente nel De computis et scripturis di Luca Pacioli (1494, ssep.), che riconosce peraltro al termine un uso spiccatamente fior. In un'accezione econ. ma non propr. contabile, si segnala la forma distornare (vd.) in un doc. pis. datato 1321 (il Breve dei consoli della Corte dell'Ordine de' Mercatanti dell'anno MCCCXXI): qui il v. vale 'annullare un affare' (cfr. TLIO s.v. distornare, 3.2; Fanini 2024, p. 60).
Edler 1934 s.v. stornare una partita; GDLI s.v. stornare, § 9; Rezasco 1881 s.v. stornare; TB s.v. stornare, § 4; TLIO s.v. distornare.
Fanini 2024, p. 60 (s.v. istornare); Sosnowski 2006, pp. 81, 85, 89.