1) In prima significare a' decti signori la perdita facta della terra d' Uzzano. (Istruzioni degli Anziani di Lucca all'ambasciatore Tolomeo da Camaiore [N0], 1334, lucch., p. 280.16)
2) E asengnò ch'avea i detti danari spesi per mangiare, bere, salaro di fanti, perdita di due ronzini che menò e altre spese... (Libro dell'asse sesto della Compagnia [MD1], 1335-46, [1338], fior., p. 102.32)
3) El d(i)c(t)o dì, p(re)s(ente) Gionta, Ra(n)gno e 'l Grosso (e) Antonio de Cione, mostra de p(er)dita dei buoi de xv fio., già sti(m)ati a lui... (Libro d'amministrazione delle terre d'Uguicione di Ghino Marchese di Civitella e dei suoi figli [LAM], 1361-87, castell., p. 181.39)
4) La grande perdita della mercantia delle galee viniziane e della mercatantia e delgli huomini alla Tana arete udito. (Lapo Mazzei, Lettera a Francesco Datini [G05], 1395, prat., 98, p. 160.27)
5) De la perdita che fusse occorsa delle mercantie, et altre cose vendute. (Domenico Manzoni, Quaderno doppio col suo giornale [MAQ], 1540, trevis., p. 32)
1) Ch' el guadagnio che la detta conpagnia farà, se Dio piace, o perdita, unde Edio ci guardi, si tragha in questo modo... (Contratto di società tra Francesco di Sozzo de' Tolomei, Mannuccio Gregori e Andrea di Pietro da Melianda [L6], 1321, sen., p. 111.30)
2) Idio ci conciederà di trovare guadagniato, netti di spese o danno che si ricievese o perdite o di ma' debiti o di salari di fattori e d'ogni altre spese. (Libro segreto di Giotto di Arnoldo [MD4], 1308-30, [1324], fior., p. 441.10)
3) Per gli danari che meterà per suo chorpo di chonpangnia del guadangno o perdita che Idio ne desse... (Libro piccolo dell'asse d'Alberto del Giudice e compagni [MC1], 1304-29, fior., p. 28.10)
4) Soma le ispesse del Motiglio cho debiti messi a uscita e perduti: perdita di maserizie fior. CLXXXX d. VI ad oro. (Libro Vermiglio di Iacopo Girolami, Filippo Corbizzi e Tommaso Corbizzi (Il) [MS], 1333-37, fior., p. 86.2)
5) S. cinque d. nove a ffior., i quali pagamo questo dì contanti per perdita di fior. XXX d'oro, ci furono tagliati per lo rivedimento del sugielo. (Libro arancio DD dell'avere e del dare [di Iacopo e Bartolomeo di Caroccio degli Alberti e compagni] [HHD], 1348-50, fior., p. 161.20)
6) Et etiamdio di tutti et ciascheduni presti, cambi, scripte, guadagni, perdite, danni dati u facti, gitti, et cose ritenute u vero guaste, bagniate u vero pigiorate... (Breve dell'ordine del mare di Pisa e Ordinamenti aggiunti [DC], 1322-51, pis., cap. 12, p. 483.33)
7) Che sono per sua parte di perdita fatta in due anni passati infino a questo dì, rabattuto ' denari che li toccharo... (Documenti relativi alle Compagnie dei Bardi e dei Peruzzi [A7], 1310-60, fior., p. 231.21)
8) E se lli avenise che del detto guado si portase danno o perdita, della quale chosa Dio ciene guardi... (Giovacchino Pinciardi, Ricordanze [GMM], 1362-69 (ssep./fior.), 2 [1363], p. 362.17)
9) Sì scriverà in detto quaderno tutto li guadanno o la perdita, onde Idio ci guardi... (Costituzione della Comp. F. Datini-Toro di Berto di Tieri (Frammento riguardante la) [XFC], 1370, prat., p. 145.24)
10) Perché questo capitolo di statuto è facto ad fine di cessare et obviare alle disordinate perdite et indebiti guadagni. (Statuto della Corte dei Mercanti di Lucca [SLU], 1376, lucch., L. IV, cap. 64, p. 162.24)
11) E no· ch'egli sia ogni voltta, ma più spesso ch'altri no· vorebbe, intreviene perdita. (Anonimo, Consigli sulla mercatura [AN4], XIV, tosc., p. 119.48)
12) It(em) sapié mys(er) Bl[...] perdita e lla g[...] tandu tuctu zo[...] di la perdita m[...] e ala rajony no ll[...] mity ma raju[...] cosa p(er) cosa... (Sabatino Russo, Lettera a Biagio Dolfin (8 settembre 1402?) [E89], 1402, salent., p. 162.36)
13) Venendoli quello uno ad fallo non ha con che ristorare le perdite. (Benedetto Cotrugli, Libro de l'arte de la mercatura [COT], 1458, it. sett., p. 36r.23)
14) Te conviene havere in tutti toi libri queste partite, cioè spesi de mercantia, spesi de casa ordinarie, spese straordinarie, una de intrata e uscita e una de pro’ e danno, o voi dire avançi e disavançi, o utile e danno, o guadagno e perdita, che tanto vale, le quali partite sonno summamente necessarie in ogni corpo mercantesco per potere sempre cognoscere suo capitale. (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., cap. 22)
15) Di saldar filadi venduti, ponendo la perdita sua in pro et danno. (Domenico Manzoni, Quaderno doppio col suo giornale [MAQ], 1540, trevis., p. 32)
16) Nell'anno venturo li avanza delle mercantie, saldar et portar poi li avanza, overo perdite, con tutte sorte de spese, nel pro et danno di quel milesimo. (Alvise Casanova, Specchio lucidissimo [CAS], 1558, venez., p. 10)
17) Sia obligato di dare giusta, et fedel amministration del guadagno, o perdita, che ne riuscirà. (Alvise Casanova, Specchio lucidissimo [CAS], 1558, venez., p. 29)
18) E gli darà a un mezzo, a un quarto, al pari e con perdita, se di rimettere sarà forzato... (Bernardo Davanzati, Notizia de' cambi [DA1], 1581, fior., p. 430.2)
19) Da ogni persona e da me in tutti i luoghi senza danno o perdita alcuna, oltre che nel fare i pagamenti si conoscerebbono in un istante i valori... (Gasparo Scaruffi, Alitinonfo [ALI], 1582, emil., CAPITOLO 29.17, p. 48.1)
1) Tocchò che fue uno quinto di fior. treciento dodici no s. cinque ad oro di perdita di chanbio. (Libro Vermiglio di Iacopo Girolami, Filippo Corbizzi e Tommaso Corbizzi (Il) [MS], 1333-37, fior., p. 65.16)
1) Setenbre a(n)no 1370, inanzi nel 80 car(te), per la sua parte che gli tocha di perdita, a rax(one) di lbr. 6 s. 2 d. 5 per c(entinaio), a lbr. 1600 s... (Libro bianco dell'Arte della lana di Francesco di Iacopo Del Bene e di Stoldo di Lapo Stoldi (Il) [D1], 1355-71, fior., vol. 1, p. 117.3)
2) Dì 5 di setenbre a(n)no 1370, a ffior. lbr. 352, i quali gli tocharono in perdita chom' apare a dietro nel 44 car(te). (Libro bianco dell'Arte della lana di Francesco di Iacopo Del Bene e di Stoldo di Lapo Stoldi (Il) [D1], 1355-71, fior., vol. 2, p. 183.8)
Dal lat. perditus, part. pass. di perdere (cfr. DELIN s.v. perdere). Il sost. è att. in volg. a partire dai Trattati di Albertano da Brescia volgarizzati da Andrea da Grosseto (1268, tosc.), mentre in accezione tecnica è doc. dal Contratto di società tra Francesco di Sozzo de' Tolomei, Mannuccio Gregori e Andrea di Pietro da Melianda (1321, sen.). Distribuzione geolinguistica: il sost. risulta diffuso in tutta l'area it.
Boccardo 1857-1861 s.v. perdita; Id. 1881-1882 s.v. perdita; Edler 1934 s.v. perdita; GDLI s.v. perdita, §§ 1, 14, 19; Rezasco 1881 s.v. perdita; TB s.v. perdita, § 3.
Fanini 2023, p. 265; Sosnowski 2006, p. 81.