1) De le partite famose e particulari nel maneggio traficante, commo sonno baratti, compagnie, etcetera, commo le se habbino a settare e ordinare ne li libri mercanteschi e prima de li baratti semplici, composti e col tempo, con aperti exempli de tutti in memoriale, giornale e quaderno. (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., Tavola del quaderno, cap. 20)
2) Un libro nel quale tutte le facende sue el mercatante piccole e grandi che a man li vengano a giorno per giorno e ora per ora iscrive, nel qual difusamente ogni cosa di vendere e comprare (e altri manegi), scrivendo se dichiara. (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., cap. 6)
3) E mai per alcun te(m)po, nel maneggio mercantesco, q(ue)lla può ritrovarsi creditrice, ma solamente debitrice. (Domenico Manzoni, Quaderno doppio col suo giornale [MAQ], 1540, trevis., p. 16)
4) E parendomi ancora cosa convenevole che ciascuno sopra ciò si paghi di ragione, dico c’avendo io molte volte considerato e con gran diligenza ricercato se si trovi al mondo cosa che sia più generale nelli maneggi delle mercantie e di molti altri contratti diversamente fatti dagli uomini di quello che sia l’oro e l’argento ridotto in monete... (Gasparo Scaruffi, Alitinonfo [ALI], 1582, emil., cap. XV, [3])
1) Et questo le avviene, perché non conosce quel, che la maggior parte confessa, cioè la Veneta natione haver ritrovato il vero modo di tener libri, et procedere ordinariamente in ogni maneggio di conti. (Alvise Casanova, Specchio lucidissimo [CAS], 1558, venez., p. 19)
Retroformazione da maneggiare (cfr. DELIN s.v. maneggiare). Il sost. è att. nel De computis et scripturis di Luca Pacioli (1494, ssep.) e nei manuali di contabilità del sec. XVI (Manzoni, Casanova).